BOLOGNA – Sulle liberalizzazioni il leader Udc Pier Ferdinando Casini vede “un assedio delle lobby e delle corporazioni quasi indecente”. Per questo, esorta Casini, oggi a Bologna, “il governo deve andare avanti con forza, perché si chiedono sacrifici ai cittadini e sulle liberalizzazioni non si può aver scherzato”. Secondo Casini, infatti, “tutte le categorie devono fare i sacrifici necessari, non ci può essere il più furbo o quello che minaccia di paralizzare una fetta di città che poi in qualche modo viene salvato”. Per questo, insiste, il Parlamento deve “rafforzare il provvedimento, non indebolirlo. I partiti che diventano cassa di risonanza delle categorie mancano un altro appuntamento importante con i cittadini”.
Addio alle vecchie alleanze, la politica deve reinventarsi
Dall’esperienza di questo governo i partiti non usciranno più con le vecchie alleanze del passato, incapaci di governare il Paese. Mi sembra difficile che il Pdl si ripresenti con la Lega, protagonista oggi dell’opposizione a Monti, così come mi sembra difficile che il Pd possa credibilmente presentarsi con gli alleati di Vasto, che oggi sono all’opposizione del governo che fortemente il Pd sostiene in Parlamento.
Dopo i due fallimenti del governo Prodi e del governo Berlusconi la politica deve reinventarsi intorno a Monti, non puo’ più essere la stessa. Noi crediamo che i partiti debbano capire che le vecchie formule del passato non saranno più in grado di convincere gli italiani e di cambiare il Paese.
(ANSA) – BARI, 18 FEB – ‘Per le prossime elezioni, dobbiamo dar vita a una grande forza popolare nazionale, una forza capace di riunificare gli italiani, e di porsi come centro di stabilita’ e di guida del nostro Paese’. Lo ha detto a Bari, il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, intervenendo al congresso regionale del suo partito.
(ANSA) – PESCARA, 17 FEB – ‘L’UDC deve capire che oggi la politica e’ sotto attacco per cui i partiti o cambiano profondamente o sono destinati a non interpretare la societa’ italiana. Questo vale per noi, per il terzo polo e naturalmente per gli altri partiti’. Lo ha affermato il leader dell’UDC, Pierferdinando Casini, rispondendo, a margine di una convention di Confindustria Abruzzo a Pescara, alle domande dei giornalisti circa le alleanze in occasione delle elezioni amministrative in Abruzzo.
(DIRE) Roma, 17 feb. – “La lotta all’evasione fiscale e’ sacrosanta: noi speriamo che i proventi della lotta all’evasione fiscale vengano usati per l’abbassamento delle tasse perche’ in Italia c’e’ una sproporzione tra chi paga troppe tasse e chi evade e obbliga gli altri a pagare di piu’”. Lo dice il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, parlando durante l’esecutivo nazionale della Rosa per l’Italia di Savino Pezzotta.
Avviene così anche per l’on. Savino Pezzotta dell’Udc che, forse perché ex segretario nazionale della Cisl, si è affidato al Caaf del suo sindacato per dichiarare che gli otto immobili di cui è proprietario (alcune solo pertinenze agli alloggi) sono tutti in comproprietà al 50% con la moglie e che il proprio reddito annuale ammonta a poco più di 191mila euro.
Governo, sindacati e Confindustria stanno lavorando bene
Il posto fisso è una grande conquista, per chi riesce ad averlo. Il governo, i sindacati e Confindustria stanno lavorando bene ed è giusto che ci sia una certa riservatezza, anche nella trattativa e nei contenuti. Il mercato del lavoro deve essere reso più giusto: no alla precarietà permanente, no ai licenziamenti facili e discriminatori. Sì invece alla flessibilità, sì alla possibilità delle aziende di fare le ristrutturazioni necessarie. Sono questi i presupposti per una stagione di nuova occupazione.
Udc: formazione a 360 gradi per una nuova generazione politica. Save The Date: 14 febbraio ore 18.
Prosegue il corso di formazione politico-amministrativa UDC.
La prima sessione si è svolta martedì 7 febbraio, ed ha avuto non solo una partecipazione numerosa ( oltre il 70% giovani under 30) ma anche un ottimo gradimento.
Augurandoci che tale consenso si possa ripetere anche per le future occasioni, la prossima sessione avrà luogo il prossimo martedì 14 febbraio, con il programma:
SECONDO MODULO FRANCESCO BARI – VITTORIO MILESI
LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DELL’ENTE
- Il regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi;
- Il Segretario comunale;
- Il Direttore generale;
- I Dirigenti comunali/I Responsabili dei Servizi;
- Il Revisore del Conto.
L’intervento di Roberto Rao (UDC) sull’emendamento Fava – No SOPA Italia – NO LEGGE BAVAGLIO WEB: LA CAMERA HA BOCCIATO LA NORMA, PROPOSTA DAL LEGHISTA GIOVANNI FAVA, RIBATTEZZATA ‘BAVAGLIO AL WEB’, SECONDO CUI QUALUNQUE SOGGETTO INTERESSATO AVREBBE POTUTO CHIEDERE AL PROVIDER LA RIMOZIONE SU INTERNET DI INFORMAZIONI CONSIDERATE ILLECITE. HANNO VOTATO CONTRO PDL, IDV, FLI, API, PD E udc. A FAVORE SOLO LA LEGA…..
ROMA (ITALPRESS) – “Crediamo che la linea del governo sull’apprendistato, espressa oggi alla Camera dal ministro Fornero, vada nella giusta direzione delle esigenze dei giovani”.
Cosi’ Gianpiero Zinzi, coordinatore nazionale dei Giovani Udc, sulla risposta del ministro del Lavoro al question time di oggi.
“Il ministro ha colto l’importanza dell’apprendistato come strumento delle nuove generazioni per entrare nel mondo del lavoro – aggiunge -. Il richiamo svolto dal titolare del dicastero sull’effettivita’ e sulla connotazione professionale dell’apprendistato e’ indubbiamente rilevante: tanti sono i giovani che, svolgendo un apprendistato, scoprono di essere chiamati solo a fare fotocopie o a portare caffe’. Per questi motivi crediamo che il ministro abbia centrato appieno il problema, anche generazionale, di questo tipo di contratto di lavoro”, conclude Zinzi.
L’Udc di Bergamo martedì 31 gennaio alle 18.30 nella sede del partito in via Delpino 8, presenta il corso di formazione dal titolo “Per formare una nuova generazione di politici”. Il primo incontro avrà per titolo “Il Comune, gli organi comunali, competenze e funzioni”, relatori Liana Nava e Pierluigi Pasquini. “Quest’iniziativa si esplica nella volontà di rendere la classe dirigente di oggi e di domani realmente competente sui temi della nostra comunità – afferma Antonio Maria Leonetti, vicesegretario provinciale dell’Udc – e di prepararli per le prossime scadenze elettorali. Pertanto estendiamo l’invito a tutti coloro che fossero interessati”.
Il consigliere regionale Valerio Bettoni ha presentato una mozione per chiedere il rifinanziamento del fondo per i distretti del commercio.
Con una mozione al Consiglio Regionale della Lombardia ho proposto di rifinanziare il fondo per i Distretti del Commercio – azzerato nel Bilancio di Previsione del 2012 – con una nuova dotazione attorno a 5 milioni e rimodulazione degli interventi da finanziare.
“Suona quindi assolutamente demagogico aumentare i prezzi dei parcheggi, colpendo chi è costretto ad utilizzare l’auto a causa di un inadeguato servizio pubblico, e senza creare spazi esterni alla città dove poter posteggiare l’auto a tariffe contenute come succede in tutte le grandi città italiane ed europee. Non si può pretendere di risolvere i problemi addossando un’ulteriore tassa ai cittadini, già in difficoltà per la grande crisi che stiamo vivendo, senza garantire soluzioni vantaggiose oltre che per la persona stessa, per l’ambiente e quindi per tutti i residenti della nostra città”, prosegue Villa.
Il segretario cittadino dell’Udc di Bergamo Federico Villa non lesina accuse all’assessore Gianfranco Ceci: “Demagogico annunciare aumenti della sosta colpendo chi è costretto a utilzare l’auto per colpa di un inadeguato servizio pubblico”.
Trascorsi ormai più di due anni dall’insediamento dell’attuale Giunta, la quale in campagna elettorale sbandierava una rivoluzione della mobilità cittadina annunciando che avrebbe modificato il discutibile operato del precedente assessore Cattaneo, siamo costretti a constatare un’assoluta inerzia e una totale assenza di progettualità da parte dell’Assessore e vice-sindaco Gianfranco Ceci.
Dai farmaci generici ai conti correnti
Cosa cambia per le famiglie
I consumatori: risparmi fino 1.800 euro a famiglia con il sì alle liberalizzazioni corriere.it
ROMA—In Via delle Liberalizzazioni ci potrebbero essere grandi vantaggi per le famiglie, dicono le associazioni dei consumatori. Entrando in una strada virtuale già ridisegnata secondo le regole allo studio del governo — dal distributore di benzina al supermercato, facendo un salto pure in farmacia—si potrebbe risparmiare parecchio. Fino a 1.800 euro l’anno secondo Adiconsum che taglia la sua ipotesi sulla bozza di ieri sera, che potrebbe ancora cambiare, e considerando una famiglia di quattro persone che vive in una grande città e ha un reddito lordo di 80 mila euro l’anno. Possibile? Sull’altro piatto della bilancia non ci sono soltanto le critiche delle categorie che con il «disarmo multilaterale» messo in cantiere dal governo perderebbero qualche rendita di posizione. Ma anche le perplessità di numerosi esperti che alle liberalizzazioni sono pure favorevoli ma invitano a non leggerle così. A non considerarle, insomma, una bacchetta magica che dopo un tocco in consiglio dei ministri può cambiare la vita agra del consumatore ai tempi della crisi. E suggeriscono, piuttosto, di cambiare punto di osservazione, di guardare alla deregulation come stimolo alla crescita. Vista da qui la lenzuolata di Monti potrebbe portare ad un aumento del Prodotto interno lordo pari all’1% secondo la Banca d’Italia, dell’ 1,4% per il Cermes Bocconi. Ma cosa potrebbe cambiare davvero nella vita di tutti i giorni? Entriamo in Via delle Liberalizzazioni e proviamo a capire.
MILANO, 16 GEN. – “Una situazione sgradevole e ampiamente prevista, che impone una seria riflessione all’interno di questa maggioranza”. Gianmarco Quadrini, Capogruppo dell’Udc in Regione Lombardia, parla di “grave momento di crisi morale ed economica, che suggerirebbe un atto di coraggio da parte del Presidente Formigoni teso a unire tutte le forze responsabili che siedono al Pirellone con l’obiettivo di traghettarci in modo responsabile e proficuo alla fine di questa zoppicante legislatura”.
“Un governo di unità regionale – ha spiegato il Capogruppo centrista – sul modello di quello nazionale, per togliere tutti dall’imbarazzo e per affrontare in modo condiviso la crisi economica e quella della politica, anche nella regione più importante d’Italia”.
BERGAMO — Il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa ha dato il via alla stagione congressuale anche per il Movimento Giovanile del partito. I congressi, che si svolgeranno iniziando dai livelli locali fino a quello nazionale, partiranno non appena saranno terminati i congressi provinciali del partito “senior” a livello nazionale.
Gli applausi in Aula dopo il voto su Cosentino alla Camera sono stati una sorta di eutanasia del Parlamento, un suicidio in diretta. Il voto del Parlamento va sempre rispettato, ma a mio avviso è stato commesso un grave errore politico. In un momento di difficoltà per la politica il voto di oggi non ha certo rafforzato la credibilità del Parlamento.
BERGAMO, 11 GEN. – Valerio Bettoni, Consigliere regionale bergamasco, si schiera a fianco del Presidente di Anva Confesercenti, Giulio Zambelli, dopo che in una pubblicità apparsa su L’Eco di Bergamo
Con Monti l’Italia è tornata al centro del ring, e ora i compiti li devono fare tutti, Merkel compresa». «La politica italiana deve autoriformarsi in fretta, a partire dalla riduzione dei parlamentari». «Il referendum? A prescindere dalla Consulta, la legge elettorale va cambiata comunque». Di ritorno da una vacanza alle Maldive oggetto di polemiche che liquida con una battuta («sì, stavo in un club esclusivo con cinquecento italiani») Pier Ferdinando Casini, leader Udc e grande sponsor dell’attuale governo, parla della fase due che va a incominciare: per l’esecutivo, e per i partiti. Con sguardo lungo sul Centro: «Un grande rassemblement dei cattolici? Più che temerlo lo auspico. Chi lo condivide, nel Pdl e nel Pd, non dovrebbe sottrarsi».
I giovani dove vanno: nell’ Udc si fanno strada e sono al comando, che fanno gli altri?
Nel nostro partito se un giovane si impegna nel sociale, nella politica quella vera riesce ad ottenere risultati. In nostri uomini vengono “eletti” non nominati, sono studenti e non sono figli di papà. Abbiamo ragazze, ragazzi che non si spaventano e vogliono cambiare la politica dal di dentro senza atteggiamenti qualunquistici “la politica e’ sporca”. La politica e’ fatta di uomini e donne quindi può essere che qualcuno possa sbagliare. Segretarie e segretari di partito in provincia. Ultimi Casi? Luca Pedrini 23 anni, universitario nuovo segretario li Lovere grosso centro dell’alto Sebino. Federico Villa 21 anni universitario segretario della città di BERGAMO. E altri in provincia anche nei direttivi di sezione come in tanti paesi I giovani stanchi della contrapposizione destra e sinistra scelgono una posizione per ora minoritaria nel parlamento ma in forte crescita nel paese. Estremisti di centro: con al centro del proprio programma la famiglia, i giovani, l’ambiente, il merito.
Il messaggio del Presidente della Repubblica Napolitano deve confortare tutti gli italiani: la situazione è difficile ma siamo in buone mani. Vorrei ringraziare tutti gli iscritti e simpatizzanti dell’UDC e del Terzo Polo: avete capito il nostro lavoro, come dimostra il sondaggio pubblicato ieri da ‘La Repubblica’ che evidenzia come il massimo gradimento a Monti venga proprio dagli elettori UDC.
Gli italiani stanno facendo forti sacrifici, ne siamo consapevoli. Nessuno ha la bacchetta magica o può fare miracoli, ma la musica è cambiata: alla demagogia e al populismo si è sostituita la serietà e l’impegno. Le scelte impopolari che il Governo Monti ha fatto sono parte di un percorso condiviso volto a recuperare la credibilità perduta del nostro Paese nel mondo.
Da anni diciamo che solo uno sforzo condiviso tra i partiti più responsabili può salvarci, finalmente siamo stati ascoltati. Oggi il destino è tornato nelle nostre mani e la politica ha un’occasione irripetibile per riconquistare la fiducia della gente.
BERGAMO — L’Udc di Bergamo potrebbe chiedere la revoca della benemerenza civica in caso di condanna di Cristiano Doni. Lo rende noto il segretario cittadino del partito Federico Villa.
“Conseguentemente alla posizione assunta dall’Unione di Centro di Bergamo all’inizio dell’inchiesta “Last Bet” che ha visto coinvolta indirettamente la nostra città – spiega Villa in un comunicato stampa – sottolineiamo con forza che ogni cittadino della Repubblica Italiana è innocente prima di una sentenza passata in giudicato”.
Riflettiamo seriamente sulle difficoltà che tutti incontriamo a comprendere come il nostro bilancio pluriennale possa ritrovare un accettabile equilibrio, nel quadro delle ripetute, intense, stravolgenti manovre nazionali di risanamento della spesa pubblica, quando siamo costretti a consultare ogni giorno la Gazzetta Ufficiale per prendere atto di cambiamenti quasi istantanei. Già questo dovrebbe farci almeno comprendere quanto grave sia la crisi strutturale ed epocale in cui siamo tutti coinvolti e quanto severe siano le responsabilità derivate che dobbiamo assieme assumere per cercare di salvare il salvabile di una programmazione regionale che consideri i bisogni e le opportunità della nostra terra e li finalizzi ad una visione di fiducia. La Manovra Monti da 30 Miliardi lordi di contenimento – 10 sono rimodulati al sostegno di lavoro e sgravi per la famiglia – ci chiama, ancora una volta, ad adattare il nostro bilancio, cercando di esercitare quel poco di autonomia che è rimasta nel renderlo complementare e in parte suppletivo alle tante parti lasciate scoperte e ai tanti settori messi in difficoltà da tagli e nuove imposte.
L’assemblea dell’udc ha riconfermato l’incarico di segretario cittadino ad Ivan Petenzi. All’incontro ha partecipato una quarantina di tesserati oltre a Vito Brancato, membro Provinciale, e Franco Massi membro della direzione nazionale del partito.
È da come si atteggeranno i partiti rispetto a questa innovativa, anomala, emergenziale e per certi versi straordinaria esperienza di governo che «si decideranno le prossime alleanze». Perché questo è «lo spartiacque». Qui e ora, da questa strada, passa il cambiamento di un sistema politico che «non sarà più come prima: è finita l’era delle ammucchiate, del mettersi assieme solo per vincere e non per governare». E la politica non deve avere paura: «In questo governo, a partire da Monti, ci sono tante persone brave e preparate che resteranno protagoniste: non dobbiamo temere la concorrenza, o siamo già sconfitti». Lo dice Pier Ferdinando Casini, che il governo tecnico lo ha auspicato, favorito, sostenuto con tutte le sue forze. E che oggi, nonostante la durezza di una manovra che «non ci rende contenti ma ci vede convinti», è sempre più sicuro che la scelta fatta è «quella giusta». Quella che pagherà per chi ha avuto, come Terzo polo, Pdl e Pd, il coraggio di rischiare e non di «cercare delle furbe convenienze».
Roma, 7 dic. (Adnkronos) – ”Sono qui e non a Marsiglia per seguire l’importante lavoro delle commissioni sulla manovra e non e’ corretto che io parli di cio’ che accade li’. Ma vi pare che io possa mai contraddire cio’ che dice Buttiglione?”. Con una battuta Pier Ferdinando Casini risponde a chi gli chiede se sia d’accordo con Rocco Buttiglione, che al Congresso del Ppe ha gelato le ‘aperture’ del Pdl sulla ‘Casa dei moderati’, sostenendo che un Ppe italiano ”non puo’ nascere a partire dal berlusconismo, che ha perso”.
BERGAMO — “Ci stanno colonizzando”. Non usa mezzi termini, come nel suo stile, il consigliere regionale dell’Udc Valerio Bettoni per stigmatizzare la conquista dei posti che contano nella vita istituzionale, economica e sociale di Bergamo da parte di persone che non sono espressione del nostro territorio: “Ma possibile che a Bergamo non ci siano delle intelligenze in grado di governare delle tematiche fondamentali per una società?”.
BERGAMO — Domani mattina, all’Hotel Cristallo Palace, l’Udc di Bergamo va al congresso provinciale. Abbiamo chiesto a Giuseppe Mazzoleni capogruppo in consiglio comunale nonché autorevole esponente dei centristi le caratteristiche della consultazione elettorale che segue a due settimane di distanza il congresso cittadino.
BERGAMO — Come anticipato la settimana scorsa da Bergamosera, si terrà sabato prossimo, a partire dalle 9, all’Hotel Cristallo Palace di via Betty Ambiveri 35, il congresso provinciale dell’Udc di Bergamo.
Oltre ai rappresentanti del Partito, durante il Congresso interverranno: Sergio Bonetti (presidente di Confcooperative), Dario Nicoli (Docente di sociologia economica e del lavoro), Gianluigi Lazzarini (ex lavoratore Toora S.p.A. ora in cassa integrazione), Ferdinando Piccinini (segretario generale Cisl Bergamo) e Matteo Zanetti (vicepresidente Confindustria Bergamo), per proporre riflessioni sul tema “quali prospettive per il Paese, in particolare per la bergamasca, per superare questa situazione di crisi economica, culturale, etica e quale ruolo deve avere un Partito di ispirazione cristiana”
BERGAMO — “Mantenere i posti di lavoro della Dhl e del suo indotto è assolutamente determinante per l’economia bergamasca, per i lavoratori e per le loro famiglie”. Lo sostiene il capogruppo dell’Udc in consiglio comunale Giuseppe Mazzoleni, in merito alla questione del paventato addio all’aeroporto di Orio al Serio della celebre multinazionale di logistica.
L’Udc lombardo dichiara guerra al gioco d’azzardo elettronico, con una proposta di legge al Parlamento che comincerà il suo iter giovedì prossimo nella commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale.
BERGAMO — “Ieri sera l’opposizione ha avuto un atteggiamento responsabile e ha dimostrato, ancora una volta, di tenere in modo particolare alla gestione del buon governo di questa città e soprattutto di andare incontro alle esigenze di questo scellerato patto di stabilità che ci costringe ad andare in questa direzione”. Lo ha detto il capogruppo dell’Udc Giuseppe Mazzoleni in riferimento alla vendita di azioni A2A per 6 milioni di euro che il consiglio comunale ieri sera ha deliberato con l’astensione dell’opposizione.
Destra, sinistra e centro parole che non significano più nulla
Dal modo di rapportarci al governo Monti sulle questioni economiche e sociali si delineeranno i prossimi schieramenti elettorali.
Destra, sinistra e centro sono parole che non significano più nulla, che non hanno più alcuna rilevanza rispetto ai problemi veri della gente. Dobbiamo misurarci su questioni concrete, come la riforma previdenziale o la flessibilità salariale.
Sembra passato un secolo da quando Silvio Berlusconi, che non aveva digerito il rifiuto dei centristi ad annullarsi nel calderone del Pdl, cercava di intimorire i dirigenti dell’Udc diffondendo sondaggi che davano il partito di Pier Ferdinando Casini sotto la fatidica soglia del 5% e quindi fuori dal Parlamento. Sappiamo tutti che le elezioni politiche del 2008 non andarono così e l’Udc, in barba al bipartitismo di Veltroni e Berlusconi, riuscì a mandare una nutrita pattuglia di deputati alla Camera e tre siciliani al Senato.
BERGAMO — Dopo l’elezione a segretario cittadino dell’Udc per il giovane Federico Villa la soddisfazione di ricevere una lettera dal gran capo in persona, il leader nazionale Pierferdinando Casini. Ecco il testo.
“Caro Federico,
con piacere ho appreso, nei giorni scorsi, della tua recente elezione a Segretario Cittadino dell’UDC
Il neosegretario cittadino dell’Udc Federico Villa ha ricevo una lettera dal leader del partito, Pier Ferdinando Casini.
Caro Federico, con piacere ho appreso, nei giorni scorsi, della tua recente elezione a Segretario Cittadino dell’UDC Bergamo. Un incarico prestigioso per un giovane di appena 21 anni che testimonia come il nostro partito stia diventando ogni giorno sempre di più elemento di attrazione positiva per chi, animato da saldi ideali e valori che hanno fatto la storia del nostro Paese, vuole impegnarsi per il bene comune ad iniziare da quello del proprio territorio. Nonostante la giovane età ti sei già cimentato in due difficili prove elettorali ottenendo risultati di tutta soddisfazione. Ora ti è stato affidato unanimemente il “timone” del partito di Bergamo e sono certo che insieme agli altri, giovani e meno giovani, saprai valorizzare l’energia degli uni e l’esperienza degli altri per costruire un progetto locale capace di attrarre consensi e offrire soluzioni concrete ai problemi delle persone, delle famiglie e delle imprese. Abbiamo bisogno di molti giovani come te per costruire un partito sempre più all’altezza delle sfide che ci attendono.
L’analisi dell’Istituto Demopolis sulle intenzioni di voto segnala una crescita per il Terzo Polo, che sfiora il 15%: in particolare, l’UDC di Casini (che per la prima volta supera l’8%), sembra assumere un ruolo di maggiore centralità nello scenario politico, anche se il peso effettivo di UDC, FLI, API e MpA dipenderà, ovviamente, dalla legge elettorale con cui si tornerà alle urne.
La Lega Nord, oggi unico partito all’opposizione, riparte da un 8%, il valore più basso degli ultimi quattro anni, pagando l’incapacità di cogliere, negli ultimi mesi, il progressivo malcontento della propria base elettorale. Si attestano tra il 7% e l’8% SEL di Vendola e Italia dei Valori, ampia parte dei cui elettori avrebbe preferito la strada delle elezioni anticipate, nella certezza di una vittoria del “nuovo Ulivo”, che corre il rischio – secondo molti osservatori – di essere archiviato nel nuovo scenario.
«Non c’è nessuna capacità di governo nella furia leghista tesa solo a distruggere e nella incapacità di saper difendere e utilizzare gli investimenti in opere pubbliche (crollati nel bilancio della Provincia) e nelle riforme strutturali che erano state avviate. Non c’è governo – ha aggiunto Bettoni – ma solo lotta per distruggere quanto di buono era stato costruito nel passato, che andava sviluppato come valore e non lasciato a marcire nel nulla».
Roma, 20 nov. (Adnkronos) – ‘Questo nuovo governo chiama tutti a una riflessione e una ridefinizione dei rapporti. E questo riguarda anche la Lega. Noi registriamo segnali importanti di apertura di una parte della Lega, segnali che non vanno ne’ sottovalutati ne’ lasciati cadere’. Rocco Buttiglione spiega cosi’ l’apertura al carroccio, fatta ieri a Verona dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.
BERGAMO — “Noi i congressi li facciamo”. Non risparmia una stoccata Franco Massi, vicesegretario regionale dell’Udc, al congresso cittadino del partito che si è tenuto ieri mattina all’hotel San Marco di Bergamo e che ha visto l’incoronazione del nuovo segretario Federico Villa.
BERGAMO — “Sia chiaro: al di là di quello che dicono i giornali, il governo Monti non è un esecutivo tecnico. Monti è senatore e ha trovato il sostegno di una maggioranza parlamentare. Quindi si tratta a tutti gli effetti di un politico”. Lo ha detto il senatore dell’Udc Savino Pezzotta a margine del congresso cittadino del partito che si è tenuto domenica mattina all’Hotel San Marco di Bergamo.
BERGAMO — E’ il giovanissimo Federico Villa il nuovo segretario cittadino dell’Udc di Bergamo. Dopo tre ani di politica, il 21enne, già candidato alle amministrative 2009 e alla regionali 2010, è stato eletto per acclamazione alla segreteria cittadina durante il congresso che si è tenuto ieri mattina all’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo.
E tanto per far vedere di che pasta è fatto, davanti al sindaco di Bergamo Franco Tentorio, ha snocciolato uno a uno i problemi della città. Ecco i suo discorso integrale.
Federico Villa, 21 anni, è il nuovo segretario cittadino dell’Udc. La sua nomina è arrivata durante l’incontro dedicato al congresso cittadino dell”Unione di centro di Bergamo, verso il partito della Nazione che s’è tenuto domenica 20 novembre all’Hotel Excelsior San Marco.
Il nuovo segretario politico e del comitato cittadino – presieduto dall’on. Savino Pezzotta, presidente nazionale per la Costituente di Centro – è stato eletto con lista unitaria all’unanimità.
Federico Villa era già stato candidato alle amministrative del 2009 e alle regionali dello scorso anno, risultando secondo nella lista dei non eletti. Attualmente era segretario provinciale dei giovani Udc.
Domenica 20 Novembre all’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo, si è svolto il Congresso cittadino dell’Unione di Centro verso il Partito della Nazione per l’elezione del nuovo Segretario politico e del Comitato cittadino, presieduto dall’On. Savino Pezzotta, Presidente nazionale per la Costituente di Centro.
Grande consenso degli italiani al nuovo governo di Mario Monti, Udc volato al 10%, Pd al 29% e Pdl al 24%: l’Italia in poche settimane ha cambiato volto e un sondaggio di Demos per Repubblica ne fotografa le sfaccettature.
BERGAMO — “Ci corre l’obbligo di precisare che il nostro gruppo ha espresso un voto di astensione per protesta contro la demagogia strumentale di chi cavalca l’antipolitica e i finti tagli che si nascondono dietro alcune di queste battaglie populiste”. È quanto hanno dichiarato in una nota i Consiglieri dell’Unione di Centro al Pirellone, a seguito delle notizie apparse sui quotidiani di oggi che attribuiscono agli esponenti centristi un voto contrario alla mozione presentata ieri in aula dall’IDV che chiedeva di impegnare la Giunta “a togliere ai suoi assessori e ai sottosegretari il beneficio del rimborso sostitutivo per chi di essi rinuncia all’auto di servizio e all’autista a carico della Regione”.
“La nostra battaglia non è certo a difesa degli evasori fiscali, ma contro le modalità e gli strumenti con cui Equitalia recupera i crediti per conto dello Stato”. Lo ha detto il consigliere regionale dell’Udc Valerio Bettoni che esprime “viva soddisfazione” per l’approvazione odierna da parte dell’assemblea regionale della mozione presentata dai consiglieri centristi
Non serve più discutere di questioni accademiche, di tecnici e politici. Facciamo il governo al più presto e passiamo a parlare di merito. Il resto è gossip della politica.
Io credo che il fatto di aver trovato un’intesa tra le forze politiche opposte in Parlamento sia di per sé un’impresa miracolosa.
E che questo governo durerà e arriverà a fine legislatura.
Il coordinamento per Bergamo dell’Unione di Centro comunica che domenica 20 Novembre dalle 9 presso l’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo (piazza della Repubblica 6) sala Donizetti, si svolgerà il congresso cittadino dell’Unione di Centro verso il Partito della Nazione per l’elezione del nuovo segretario politico e del comitato cittadino. Presiederà il congresso l’on. Savino Pezzotta, presidente nazionale per la Costituente di Centro.
In una fase in cui sono in corso stravolgimenti politici a livello nazionale l’Unione di Centro riparte dalla città. E lo fa con il congresso cittadino in programma domenica 20 novembre all’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo, sala Donizetti. Durante l’assemblea si terrà l’elezione del nuovo Segretario politico e del Comitato cittadino. Presiederà il Congresso l’onorevole Savino Pezzotta, Presidente nazionale per la Costituente di Centro.
Si potrebbe definire Effetto Monti: se si votasse oggi, l’Udc raggiungerebbe il dieci per cento alla Camera e il Pd sarebbe nettamente il primo partito.
Il governo Monti dovrà affrontare la crisi economica e dovrà far ripartire la crescita del Paese. Il resto, legge elettorale compresa, viene dopo. È il tema economico quello principale.
Da ora in avanti, sulla base del modo in cui riusciremo ad affrontare questa crisi, si determineranno possibile alleanze future. E comunque, finalmente, al centro della politica c’è cosa vogliamo fare concretamente sul piano economico e sociale, non più Berlusconi sì Berlusconi no.
Certo non è semplice, ed è vero che tra i partiti che sostengono Monti ci sono opinioni diverse, ma confido nel buon senso sul fronte del mercato del lavoro ma anche su quello fiscale. Quello della patrimoniale, ad esempio, non può diventare un tema ideologico: tutti devono contribuire in proporzione a quanto hanno, ma fare una patrimoniale escludendo il processo di riforme sarebbe una cosa sbagliata. Occorrono le riforme per la crescita, e in questo contesto si fa un invito a chi ha a dare di più.
“Sarebbe stato meglio se la penna dell’Assessore Belotti fosse rimasta senza inchiostro, perché – ha attaccato Marcora – nonostante tutte le indicazioni contrarie espresse dai soggetti coinvolti durante le audizioni in Commissione contro questo provvedimento, l’ultras atalantino ha fatto orecchie da mercante e ha partorito un topolino che aggiunge un pesate giogo al collo all’edilizia lombarda e non risolve i problemi di nessuno”.
Roma, 13 nov. – (Adnkronos) – Il governo Monti sia un esecutivo “fino al termine della legislatura”. Questa la posizione espressa nel colloquio con il capo dello Stato al Quirinale dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, che ha guidato la delegazione del Terzo polo nelle consultazioni per la crisi di governo. “Tatticismi e furberie non sono ammessi: i partiti -ha detto Casini- sono al bivio. O speculano sulla situazione, magari sperando in qualche rendita di posizione, o si assumono insieme la responsabilita’ di salvare il Paese, come da noi sollecitato, da soli e per primi, in questo periodo”. Il Terzo polo, ha aggiunto Casini “esprime gratitudine al presidente della Repubblica per l’autorevolezza e l’equilibrio con cui ha governato il complesso momento economico e politico che sta attraversando l’Italia”.
BERGAMO — “Dove sono finiti i soldi per completare la tratta ad alta velocità Treviglio – Brescia”. Se lo sono chiesti i consiglieri regionali dell’Udc al Pirellone, Valerio Bettoni e Gianmarco Quadrini, eletti rispettivamente nelle province di Brescia e Bergamo.
I due hanno presentato un’interrogazione all’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, per sapere se Regione Lombardia “intende intervenire nei confronti del Governo affinché vengano confermati ed erogati i finanziamenti necessari per la realizzazione dell’opera”.
Secondo gli esponenti centristi “l’accordo per la costruzione della nuova linea risale allo scorso marzo, ma le norme dell’ultima manovra finanziaria e le notizie di uno scontro tra il Ministero delle Finanze e quello delle Infrastrutture proprio in merito all’intenzione di ritirare il finanziamento di 6 miliardi di euro destinanti alla Treviglio – Brescia, destano molte preoccupazioni”.
Da qui l’intenzione dei consiglieri regionali dell’Udc di “far chiarezza su una infrastruttura vitale per il territorio, per lo sviluppo dell’aeroporto di Montichiari e per il consolidamento dei traffici Est- Ovest”.
Lettera al Direttore dell’Eco sul “posto dei cattolici”
Una nuova stagione di responsabilità e coraggio
Gentile Direttore,
Bello e importante l’articolo di Franco Cattaneo sulla “grande” storica vicenda della Democrazia Cristiana a Bergamo e su come i sentimenti del popolo bergamasco siano ancora diffusi e riorganizzabili attorno ai valori e alle concrete opere realizzate dai cattolici democratici e popolari.
Mi piacerebbe che l’Eco di Bergamo, che una parte importante ha avuto in questa storia, proseguisse nel ricercare come, oggi, quella importante esperienza di testimonianza valoriale possa continuare, alla luce del convegno di Todi e dell’appello dei vescovi per un nuovo impegno.
Vorrei solo ricordare altre figure oltre a quella di Ruffini: Leandro Rampa, Filippo Maria Pandolfi, Gilberto Bonalumi e tanti altri amici che a Bergamo hanno concorso a costruire una buona società a misura d’uomo, un modello di crescita nella solidarietà e nelle autonomie che è ancora un solido punto di riferimento e di eccellenza. E vorrei aggiungere che quella esperienza può essere continuata; senza velleità e nostalgie, ma che è doveroso provare a mettere assieme storie e valori, esperienze amministrative e nuove energie culturali per proseguire nel solco del magistero sociale e nella prospettiva della nuova casa comune del Partito Popolare Europeo.
Siamo sollecitati a favorire una nuova generazione di politici coerenti con l’ispirazione cristiana e capaci interlocutori di una nuova aggregazione culturale e sociale dei tanti movimenti ed esperienze che operano nel solco del magistero sociale.
C’è chi prospetta una riorganizzazione della Democrazia Cristiana, chi pensa una strutturazione italiana del Partito Popolare Europeo – dove assieme operano Udc e Pdl con la Lega fuori – . Altri aspettano ulteriori fuoriuscite dai due Poli delle componenti cattolico democratiche o liberali in un nuovo “scomporre per ricomporre”. Altri ancora guardano nella direzione delle liste civiche che, in molti comuni bergamaschi, riescono ancora a dare visibilità ad un modo di vedere la politica come impegno concreto a risolvere i problemi.
Probabilmente la soluzione sta nell’assumere tutte queste iniziative, coagulando le energie disponibili, in una rete di collegamenti costanti.
C’è bisogno di parlarci, di guardarci attorno per vedere chi è disponibile, di ricercare forme nuove di aggregazione e di progettualità politica, per prepararci ad una crisi del sistema che non tarderà a prodursi sugli effetti negativi della pesante crisi economica.
Il dopo Berlusconi è già iniziato. Occorre riflettere su come organizzare attorno alla nostra visione storica un punto di riferimento, una nuova progettualità politica capace di attrarre consensi che oggi sono in libertà , incerti o nella dimensione dell’astensionismo.
Vorrei provare a ricercare, a Bergamo e sul territorio, una possibilità di interlocuzione concreta per una nuova politica che sia “grembo di futuro” con i soggetti culturali e sociali di nuovo attivi sull’etica sociale e l’etica della vita, per ricomporre le fila della storia e del futuro dei democratici cristiani in politica.
Nessuno vuole fare un governo del ribaltone: serve un governo di responsabilità collettiva perché corriamo il rischio di fare la fine della Grecia.
Per giochini politici non c’è spazio. Bisogna fare le cose vere, prendere misure impopolari, bisogna assumersi impegni anche contro interessi politici e dei partiti. Ci vuole la corresponsabilità delle forze maggiori del Pdl e del Pd. Mi auguro che Berlusconi ci rifletta e sono convinto che alla fine rifletterà sulla responsabilità che si assumerebbe se impedisse questa possibilità.
Con gli uomini dello staff, con i due personaggi a lui più vicini – Cesa per la politica, Rao per la comunicazione -, con i mediatori che in questi giorni hanno sfilato al Pdl uomini (e donne) simbolo, ieri sera Pier Ferdinando Casini sorrideva: «Ricordate quando tre anni e mezzo fa Berlusconi ci diede un calcio nel didietro? Adesso potremmo rendergli la pariglia. Invece noi dobbiamo fare esattamente il contrario. Rassicurare. Ricompattare il quadro politico. Non attaccare nessuno, non andare a cercare nessuno. Tanto, se devono venire da noi, vengono. Berlusconi ha capito che, se non fa il governo di larghe intese, metà partito lo saluta, il Pdl gli si sfalda tra le mani. Non a caso ha controfirmato la nomina di Monti senatore a vita.
Non mi interessano le dietrologie su umori e stati d’animo. Vorrei rimanere ai fatti. L’esito dell’incontro tra il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio dimostra che una via d’uscita dalla terribile crisi in cui versa l’Italia è possibile, e che il senso dello Stato nei momenti difficili puo’ prevalere.
La legge di stabilità puo’ essere approvata rapidamente, e sono convinto che Berlusconi abbia la consapevolezza che la situazione economica e finanziaria dell’Italia non ci consente una lunga ed estenuante campagna elettorale.
Siamo arrivati alla fine di una situazione che si trascinava ormai da troppo tempo il cui perdurare non avrebbe fatto altro che aggravare la crisi italiana. Avremo ancora alcuni giorni di pena, ma l’annuncio che dopo il patto di stabilità il Presidente del Consiglio darà le dimissioni è la certificazione della chiusura di un ciclo politico. Ora le strade sono solo due: un governo di unità nazionale che affronti con rigore la situazione economica che è la strada che preferisco, oppure le elezioni che mi sembrano la via più berlusconiana possibile. Ma in ambedue si conferma che un cambiamento di scenario politico. Non sarà comunque facile per nessuno affrontare la crisi italiana che è nello stesso tempo economica , politica e morale.
Per potare fuorii il Paese dall’ingorgo in cui è precipitato non bastano le necessarie riforme economiche, bisogna andare più in profondità e vedere se esiste una classe dirigente in grado di ripristinare comportamenti eticamente fondati, senza i quali l’Italia non risorgerà. Ma come ora lo scatto deve essere morale. Certo negli ultimi mesi non si sono avuti esempi di moralità pubblica e abbiamo visto troppe operazioni di mercimonio per sperare che nel giro di poco tempo si possano riparare le ferite inferte nel corpo vivo della nazione. Ma bisogna provarci.
Oggi, a quarantotto ore dal voto del rendiconto di bilancio alla Camera, voglio fare professione di ottimismo. Non posso credere che il Pdl sia così miope e autolesionista da non capire che queste disponibilità del Terzo polo e del Pd a un governo di unità nazionale non possono essere fatte cadere. Non posso credere che Berlusconi voglia andare incontro a una rovinosa sconfitta elettorale, essendo additato da tutti come il responsabile di questa situazione, anche ben oltre le sue responsabilità reali.
Non ci sono complotti contro l’Italia, ma non dobbiamo consentire a nessuno di ridere dell’Italia e degli italiani. Io non disprezzo affatto il popolo del Pdl, ma oggi che senso ha agitare le bandiere? Noi tutti dobbiamo fare un passo indietro, e non solo Berlusconi, perché dobbiamo salvare l’Italia.
«C’è un aspetto positivo, in questa ora drammatica: per tutti è giunto il momento della verità. Si gioca a carte scoperte. Quando il capo dello Stato verifica che “forze di opposizione considerano necessaria una nuova compagine di governo su basi più ampie”, per me questo è il dato più rilevante politicamente. Perché significa che non c’è un partito del ribaltone, non c’è una parte del Parlamento unita solo dall’antiberlusconismo. Qui c’è una parte sempre più ampia della politica che ha la consapevolezza che sono necessarie ricette impopolari e che questa sfida non può essere affrontata con un governo del 51%. È una questione immensa, che coinvolge anche l’identità e le prospettive del Pdl. Se il Pdl vuole essere un riferimento importante del Partito popolare europeo, non può scavare trincee a difesa di un esistente che all’evidenza non è più in grado di affrontare la situazione».
“Ho avuto ieri e oggi colloqui informali con le maggiori componenti delle forze di opposizione e di maggioranza, per meglio accertarne le valutazioni e le posizioni in un momento di diffusa e acuta preoccupazione per le difficoltà e i rischi cui l’Italia è esposta nel quadro della grave crisi dell’Eurozona. Non si è trattato di consultazioni protocollari – di cui non esistevano i presupposti – con tutti i gruppi e i partiti rappresentati in Parlamento, e con figure istituzionali di cui raccogliere i pareri. Ferma restando la rispettosa attenzione che riservo anche ai soggetti con cui non ho potuto in questa occasione intrattenere colloqui, è comunque risultato ampiamente significativo il quadro che ho tratto dagli incontri da me tenuti.
Credo di poter dire ai nostri partner europei, agli osservatori internazionali, e al mondo degli investitori finanziari, che le forze politiche fondamentali, sia di maggioranza sia di opposizione, sono consapevoli della portata dei problemi che l’Italia deve affrontare con urgenza e attraverso sforzi coerenti e costanti nel tempo. Gli obbiettivi di risanamento finanziario e di rilancio della crescita economica e sociale assunti dalle autorità italiane nelle sedi europee – da ultimo, nelle riunioni del 26 ottobre – sono seriamente riconosciuti come impegnativi dal più ampio arco delle parti politiche e sociali.
Permane il contrasto tra forze di opposizione – da un lato – che considerano necessaria una nuova compagine di governo, su basi parlamentari più ampie e non ristrette a un solo schieramento, come condizione di credibilità e attuabilità degli obbiettivi assunti dall’Italia ; e forze di maggioranza – dall’altro lato – che confermano la loro fiducia nell’attuale governo, giudicandolo senza alternative e in grado, allo stato attuale, di portare avanti con il loro sostegno gli impegni sottoscritti, insieme con i doverosi adempimenti di bilancio.
Alle une e alle altre forze appartiene interamente la libertà di assumere le rispettive determinazioni in Parlamento e le responsabilità che ne conseguono rispetto agli interessi generali dell’Italia e dell’Europa, in una crisi finanziaria ancora gravida di incognite.
I prossimi sviluppi dell’attività parlamentare mi consentiranno di valutare concretamente la effettiva evoluzione del quadro politico-istituzionale”.
BERGAMO — “Non ritiene il deputato/presidente della Provincia di Bergamo, Ettore Pirovano, che sarebbe più elegante dimettersi sciogliendo una incompatibilità che è di fatto prima che formale e giuridica?”. Lo ha detto il consigliere regionale Valerio Bettoni, commentando l’avvio dei lavori dello speciale comitato della Camera che, proprio oggi, ha incominciato ad esaminare i casi di incompatibilità tra la carica di deputato e quella di presidenti di Provincia o di sindaci di comuni superiori ai 20.000 abitanti, dopo la sentenza della Corte costituzionale sul caso del senatore/sindaco di Catania.
In questo momento sarebbe Pierferdinando Casini il leader politico più amato dagli italiani. Lo sostiene l’ultimo sondaggio effettuato dall’istituto demoscopico Crespi Ricerche di Luigi Crespi, sulla fiducia nei leader di partito, nel governo e nel premier.
BERGAMO — Il capogruppo dell’Udc in consiglio comunale Giuseppe Mazzoleni ha presentato un’interpellanza urgente, firmata da tutta l’opposizione, in cui si chiede all’amministrazione comunale di rendere noto ai consiglieri comunali il contenuto del “Piano dei rischi” dell’aeroporto di Orio al Serio che Enac ha approvato nei mesi scorsi. Ecco il testo dell’interpellanza.
ROMA – «Mobilitiamoci come se ci fossero le elezioni nei prossimi mesi perché probabilmente così sarà». Lo ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, a una iniziativa di partito organizzata al Palazzo dei Congressi all’Eur dal capogruppo centrista in Campidoglio, Alessandro Onorato.
«Dobbiamo essere pronti come Udc e come Terzo polo», ha aggiunto Casini.
Gli italiani pretendono dalla politica un radicale cambio di stagione. Un cambio di governo, di sistema, di mentalità. I risultati delle elezioni amministrative, e l’alta affluenza ai referendum, non hanno lasciato spazio a dubbi. Ma è il grande pericolo che l’Italia corre con gli attacchi della speculazione finanziaria a dirci che nulla può più rimanere come prima. La debolezza strutturale del Paese e l’inaffidabilità della sua leadership, ci espongono ormai a rischi mortali. Perciò una decisa svolta nel governo del Paese non è più solo un’opportunità sulla quale discutere: è una vera e propria urgenza per evitare il declino della nazione. Più tardi se ne prenderà atto, più pesante sarà il rischio per il nostro futuro.
Crisi finanziaria: “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”
“Alla faccia del vero federalismo e del principio di sussidiarietà: oggi i piccoli comuni sono ormai presidi democratici svuotati, che combattono a mani nude contro gli effetti della crisi e i tagli operati dalla Finanziaria”. Ne sono convinti i Consiglieri regionali dell’Udc al Pirellone, Gianmarco Quadrini, Valerio Bettoni ed Enrico Marcora, che oggi hanno depositato una mozione che impegna la Giunta Formigoni a fare pressing sul Governo affinché “venga riavviato al più presto il percorso Parlamentare del Codice delle Autonomie, inspiegabilmente fermo da mesi e vengano azzerati i tagli ai trasferimenti a tutti i Comuni spostando queste riduzioni ad altri settori dello Stato”.
Nonostante gli imbarazzanti ritardi di Berlusconi.
Nessuno è autorizzato a ridicolizzare l’Italia, neanche di fronte agli evidenti e imbarazzanti ritardi con cui il Governo Berlusconi affronta la crisi. Non mi è piaciuto il sorriso sarcastico di Sarkozy nella conferenza stampa di oggi, e credo che anche per lui sia il momento di dimostrare equilibrio e serenità all’altezza delle responsabilità che ha assunto.
L’esperienza politica di De Gasperi, all’indomani delle elezioni del 1948, rappresenta la sintesi degli elementi costitutivi e caratterizzanti dell’Italia del dopoguerra: la Democrazia cristiana (e quindi una formazione politica ispirata ai valori religiosi e democratici della tradizione occidentale) come partito di maggioranza, il governo come politica delle alleanze tra cattolici e laici, la ricostruzione come sintesi di intervento pubblico e privato, le riforme come metodo di progresso, lo stato come terreno privilegiato dell’operare politico. Si tratta di un esempio modernissimo di quella capacità di sintesi che è una caratteristica della politica nelle sue espressioni più elevate, quando cioè la politica sa muoversi tra progetto strategico e mediazione tattica, condizionata dall’intreccio delle emergenze e delle contingenze che la pagina bianca del divenire quotidiano prescrive a ogni periodo storico. La sua eredità politica, rimossa per molti anni come quella di un uomo del passato, alla ricerca storica più recente appare come un lascito suscettibile di dare ancora frutti nel futuro. In particolare oggi, quando la politica sembra aver perso, non si sa se temporaneamente o stabilmente, quel ruolo di mediazione tra le diverse componenti economiche, sociali e culturali, e di guida dello sviluppo civile che per molti decenni di questo dopoguerra l’ha invece caratterizzata.
BERGAMO — E’ stato il promotore dell’audizione che ha visto l’amministratore delegato delle ferrovie Trenord Giuseppe Biesuz rendere conto della situazione dei treni regionali a Palazzo Frizzoni. Giuseppe Mazzoleni, capogruppo dell’Udc in consiglio comunale traccia un bilancio dell’incontro.
Pier Ferdinando Casini plaude alle conclusioni del convegno di Todi: «I cattolici chiedono un cambio, la politica non si nasconda». Il leader dell’udc critica Berlusconi e Alfano che rivendicano l’esclusiva della rappresentanza dei valori cristiani e anzi avverte: «La fine del berlusconismo non l’ha decretata la Chiesa bensì i fatti». L’ex presidente della Camera rivendica la vittoria in Molise e quanto alle riflessioni di D’Alema osserva: «Nel Pd matura una sensibilità importante che conforta sul futuro».
Valerio Bettoni
BERGAMO — Valerio Bettoni ha presentato al Consiglio Regionale un’interpellanza al presidente Formigoni e all’assessore al territorio Marcello Raimondi per far chiarezza sui nuovi progetti di banda larga in Lombardia e richiamare attenzione sulla particolare situazione di Bergamo. Eccola.
«Ci vuole un governo più forte, questo non va bene, non è adeguato e per il bene del Paese vanno trovate soluzioni diverse». Tocca a Raffaele Bonanni, affiancato da Natale Forlani, tracciare la sintesi di Todi davanti a una pattuglia agguerrita di giornalisti di ogni testata, persino straniere, che hanno atteso per lunghe ore la fine del dibattito. Che ha registrato una sessantina di interventi, davanti a una platea di 130 invitati, in rappresentanza dell’associazionismo cattolico. La soluzione però, può dire Bonanni a nome di tutti, «non può consistere nel voto anticipato, sarebbe la soluzione peggiore», sostiene. Anche perché questo implicherebbe di andarci con questa legge elettorale, mentre si tratta di «restituire ai cittadini il diritto di scegliersi i propri rappresentanti».
Per i cattolici è il momento di «scendere in campo, uscire dalla porta e andare in mare aperto contro i guasti che sono sotto gli occhi di tutti». Una riflessione articolata, quella di Todi, che ora andrà «rimodellata e plasmata». Riflessione però che intende rimanere strettamente in ambito «pre-politico», chiarisce Bonanni. E il dibattito il ieri al convento francescano di Montesanto, verrà ripreso ora anche a livello locale.
MILANO – Serve un «altro governo» che sia «più forte» di quello attuale in modo da affrontare i problemi del Paese. Lo hanno chiesto tutte le associazioni cattoliche riunite in un seminario a Todi. Per le associazioni in questo esecutivo dovrebbero entrare «tutti i principali partiti». Al termine del seminario i presidenti delle sette organizzazioni che hanno promosso l’incontro, hanno tenuto una conferenza stampa, durante la quale Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, ha detto che «ci vuole un governo più forte, perchè questo governo non va bene.