Dalla pubblicità alla scommessa sul federalismo – Il Sole 24 ORE

Dalla pubblicità alla scommessa sul federalismo – Il Sole 24 ORE.

Un peso massimo nella riscossione dei tributi locali, cresciuto lungo una storia ultraventennale fatta di acquisizioni, moltiplicazioni di clienti ma anche inchieste e battaglie giudiziarie.
A rendere Tributi Italia un leader del settore sempre più strategico della fiscalità comunale sono stati i numeri, che appena prima del crollo contavano 500 Comuni gestiti per diverse centinaia di milioni di entrate raccolte, mille dipendenti e oltre 200 consulenti, un fatturato annuo da 364 milioni e un capitale sociale da 16,1 milioni indispensabile per essere iscritti nella «serie A» dell’albo della riscossione. Numeri importanti, che trasformavano in un pallidissimo ricordo iniziale i primi spazi pubblicitari venduti a metà degli anni ’80 dalla Taranto Publiconsult sas, antenata di Tributi Italia.
La vera svolta per la società guidata da Giuseppe Saggese si chiama federalismo, a partire dai suoi prodromi fioriti negli anni ’90. Nel 1992 spunta l’Isi, l’imposta straordinaria sugli immobili che l’anno successivo perde la propria «eccezionalità» per trasformarsi nell’Ici tramontata lo scorso anno. Nasce in pratica allora il Fisco locale come l’abbiamo conosciuto fino a oggi, e il business si fa interessante per la società che nel 1997 arriva a creare un vero e proprio ramo d’azienda a sé per gestire le entrate dei sindaci. Altra foto importante nell’album di famiglia è quella scattata nel 1999, quando la notte del 19 marzo il consiglio comunale di Aprilia (71mila abitanti in Provincia di Latina) affida le proprie entrate locali all’Aser, controllata della società poi diventata Tributi Italia. Comincia allora una delle “sottrazioni” più lunghe e continuative della vicenda di Tributi Italia, con un’emorragia che secondo la Corte dei conti ha sottratto al Comune 80 milioni di euro. Proprio intorno all’Aser fiorì una delle prime inchieste importanti nel curriculum di Saggese, che il 14 luglio del 2001 fu arrestato a Pomezia insieme all’ex sindaco e a vari esponenti della maggioranza e dell’opposizione al Comune di Pomezia. Dopo una breve custodia cautelare, il procedimento seguì un ritmo disteso per sfociare nella richiesta di condanna del novembre 2009 per alcuni politici locali, i vertici della società e per lo stesso Saggese (3 anni e 8 mesi).

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