Unione di Centro – Documento politico approvato alla Direzione Nazionale UDC

Unione di Centro – Documento politico approvato alla Direzione Nazionale UDC.

La Direzione Nazionale dell’Udc, esaminata la situazione politica ed economica del Paese, prende atto con preoccupazione dell’involuzione del quadro politico e dei rapporti tra le forze parlamentari, in particolare tra le componenti dell’attuale maggioranza.
Per un macroscopico paradosso, il Governo tecnico, che per i suoi più strenui oppositori, ma anche per alcuni settori della maggioranza, avrebbe dovuto essere un ibrido, anche perché non legittimato dal voto popolare, ha ormai assunto una missione e un’identità precisa in Italia e in Europa.

Il suo riformismo e la sua autorevolezza riconosciuti e apprezzati nel mondo, rappresentano gli appigli più saldi e concreti per fronteggiare la tempesta della crisi e dovranno essere necessariamente preservati e perseguiti anche nella prossima legislatura, a fronte di una situazione economica interna ed internazionale difficilissima e destinata a protrarsi anche oltre il 2013, secondo le convergenti previsioni dell’Unione Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Bce.

Al contrario gran parte delle forze politiche appare ogni giorno più smarrita e si muove verso l’appuntamento elettorale nell’incertezza più assoluta, come dimostra anche l’atteggiamento di alcune forze della maggioranza, impegnate a giorni alterni a votare e poi a disconoscere i provvedimenti del Governo.

La Direzione Nazionale invita, dunque, i parlamentari che votano la fiducia al Governo Monti, ad una piena assunzione di responsabilità, al fine di non prestare ulteriormente il fianco alla speculazione internazionale, contro ogni interesse del Paese. L’imminenza dell’inizio del mese di agosto, solitamente prediletto dagli speculatori per i loro attacchi alle economie più fragili, impone che l’Italia si faccia trovare pronta e coesa.

L’Udc prende atto con rammarico che il Pdl, dopo tanti proclami per il futuro, ha in poche ore scelto di tornare al passato e si sta preparando intorno al proprio “candidato a vita” a spaccare ancora una volta il Paese attorno alla figura di Berlusconi. Chi, come noi, appoggia l’attuale Governo perché si identifica sinceramente nella sua politica di riforme e responsabilità, dialogherà con quanti nel Pdl – e, fortunatamente, sono molti – non intendono lasciarsi trascinare fuori dal campo dei moderati e si preparano a guardare oltre il Pdl stesso.

Per quanto riguarda il Pd, la scelta di Bersani di imboccare con decisione una linea riformista ed europeista è seria e importante e, se confermata, troverà l’Udc pronta ad avviare un confronto aperto, alla luce del sole, nell’interesse del Paese.

Non esistono invece margini di intesa con forze come Sel e Idv che stanno contrastando il Governo Monti e che si collocano su posizioni radicali e populiste di sinistra, inconciliabili con l’interesse nazionale.

E’ indispensabile raggiungere le più larghe intese nella prossima legislatura per garantire efficacia e continuità all’azione di governo. Tuttavia non possono più essere considerate riproponibili coalizioni eterogenee, paralizzate dalle contraddizioni interne come in passato, che noi per primi abbiamo denunciato come prima causa dell’ingovernabilità.

La Direzione Nazionale conferma l’impegno del partito sulle questioni etiche non negoziabili, fondamento e patrimonio ideale dell’Udc e centrali nella nostra visione cristiana dell’identità nazionale. Esse non possono far parte di alcun programma di governo ma devono essere lasciate alla libera determinazione del Parlamento.

L’Udc si candida a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile, ma non unico, della costruzione di liste aperte, improntate alla responsabilità e alla coesione nazionale. Abbiamo nel nostro orizzonte l’Unione politica ed economica dell’Europa, il traguardo degli Stati Uniti d’Europa. Solo in questo modo diventerà possibile governare la globalizzazione affermando la guida di una politica orientata al bene comune.

La Direzione Nazionale dichiara che non darà spazio ad alleanze e intese con chi voglia dividere l’Italia, separare Nord e Sud, giovani e anziani, bloccare l’innovazione necessaria e soprattutto a chi voglia ostacolare il percorso della stabilità dell’Euro e della costruzione di un’Europa solidale. Sono queste le questioni fondamentali su cui si deve costruire il nuovo confronto elettorale.

Chiunque ritenga con convinzione che l’azione intrapresa dal governo Monti debba essere proseguita anche dal prossimo Parlamento e dal prossimo Governo è chiamato a rompere gli indugi e a dare il proprio contributo per salvare il Paese. Lo spazio che stiamo per aprire con la nascita di un nuovo soggetto politico è aperto senza distinzione all’associazionismo laico e cattolico, al volontariato, a esponenti della società civile e punta a integrare competenze tecniche ed esperienza politica. Guarda cioè a tutti coloro, che tra la protesta, anche comprensibile ma sterile, dell’antipolitica e la proposta di una politica seria e responsabile, non hanno incertezze nella scelta e siano disposti a impegnarsi per modernizzare il Paese attraverso le riforme, dopo anni di promesse mancate.

La Direzione Nazionale dell’Udc, rinnova infine il pieno sostegno del partito al governo Monti nella battaglia per la riduzione del debito e il rilancio della crescita, impegna tutti gli organi, i dirigenti e i quadri nazionali e periferici del partito a promuovere anche nel mese di agosto ogni iniziativa e campagna utile all’approvazione di una nuova legge elettorale che preveda l’elezione dei parlamentari attraverso il sistema delle preferenze, nella consapevolezza che spetta soltanto ai cittadini determinare gli uomini, e quindi le idee della politica, e che senza i cittadini la politica non esiste, e si riduce a intrigo di Palazzo. La prospettiva di tornare alle urne con l’attuale legge elettorale è inaccettabile.

L’Udc rivolge dunque un appello a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione perché passino subito dalle parole ai fatti e accolgano finalmente i pressanti e ripetuti inviti del Capo dello Stato e le attese dei cittadini italiani.

Roma, 20 luglio 2012

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